E’ stata la giusta vendetta di un ceto medio tartassato

Quello che è accaduto nelle amministrative non “cambierà il volto dell’Italia”. E’ solo la democrazia: a volte vince la destra, a volte la sinistra. Concepire i risultati elettorali come svolte epocali è caratteristica della cultura di sinistra, convinta che la democrazia esiste quando è lei a vincere ma non quando vince la destra. Osservo poi che i partiti canonici del bipolarismo, Pdl e Pd, hanno perso entrambi. di Piero Ostellino, politologo Leggi tutti gli interventi
16 AGO 20
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Se a Napoli avessero candidato un cavallo, il cavallo avrebbe vinto. A Milano non succederà nulla di straordinario, e comunque aspettiamo di mangiare il budino, per sapere che sapore ha. Eppure il giornalismo italiano progressista parla di svolta “epocale”. Stamattina il vicedirettore del quotidiano della Fiat, Massimo Gramellini, ha detto alla radio che con il berlusconismo finirà il consumismo, come se la società dei consumi, benemerito prodotto della modernità, l’avesse inventata Berlusconi. Detto questo, non ci si può illudere che un carisma personale sia sufficiente a supplire a una carenza di cultura. E la cultura del centro destra non può essere quella di chi massacra il ceto medio.
Ho scritto di recente di una legge che sarà approvata con il centrodestra, la quale prevede che il fisco possa portarti via la casa dopo sessanta giorni, se nel frattempo eri all’estero e non hai risposto a una sua ingiunzione. Questa è una legge liberticida e altre decine ne posso citare, come l’esecutorietà della sanzione amministrativa, come l’inversione dell’onere della prova: leggi del centrodestra che massacrano il ceto medio e la libertà degli italiani. Il centrodestra non può pretendere di rappresentare il ceto medio se lo massacra, e dopo un po’ quel ceto non lo vota più (il 35 per cento degli astenuti a Milano probabilmente nasce anche da questo). La politica redistributiva di questo governo è analoga a quella del centrosinistra: ha punito i quadri medio alti nella Pubblica amministrazione e vi ha immesso una pletora di giovani a 700-800 euro al mese.
Il risultato è che i quadri medio alti non votano più il centrodestra, ma nemmeno i precari a 800 euro, perché è troppo poco. Facciano invece una politica liberale, la smettano di voler accontentare tutti, di perseguire il ceto medio con una politica fiscale pazzesca e con uno stato pletorico che ci costa il cinquanta e più per cento di quello che produce il paese. Si faccia fare una politica dimagrante allo stato.
di Piero Ostellino, politologo